installazione, teatrini giocattolo, marionette in gesso e da collezione
ideazione Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni, William Rossano, Gianfranco Tondini
allestimento Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni
illuminotecnica Fabio Ceroni, Gilberto Bonzi
direzione organizzativa William Rossano
coordinamento Sara Maioli
video Jimmi Rodolfi, William Rossano
riprese e montaggio Jimmi Rodolfi
drammaturgia sonora Koro Izutegui – frammenti musicali C. Debussy, J.B. Lully, G. Verdi
testi e apparati didascalici Gianfranco Tondini, William Rossano
catalogazione e restauro Drammatico Vegetale
collezione Gastone Scheraggi
ringraziamenti Libreria Antiquaria Tonini, Matteo Tonini, Lanzoni Sergio, Graziella Pasini, Gianni Liverani, Andrea Casalboni, Barbara Melandri
produzione Ravenna Teatro
foto @Sara Maioli, Gianni Zampaglione
Il progetto nasce in una duplice forma: come mostra, con un percorso espositivo dedicato ai teatrini giocattolo e alle marionette in gesso, e come spettacolo, con la presenza di un’attrice che anima e interpreta l’universo esposto.
La Bottega di Mangiafuoco è originariamente un’installazione della compagnia Drammatico Vegetale, prodotta da Ravenna Teatro, liberamente ispirata ai teatrini di carta del fondo di Gastone Cacciaguerra Scheraggi (Ravenna, 1938–2024), collezionista, studioso e autore d’arte romagnolo.
Accanto a importanti raccolte dedicate alle edizioni pregiate della Divina Commedia e ai presepi napoletani del Settecento, Scheraggi ha costituito nel corso degli anni una ricca collezione di marionette e teatrini da camera e da gioco, italiani ed europei. Il suo lavoro di ricerca e conservazione ha contribuito a documentare l’evoluzione delle stampe popolari e dell’illustrazione per l’infanzia tra Ottocento e Novecento, con particolare attenzione agli esemplari più rari, di cui ha indagato non solo gli aspetti artistici e artigianali, ma anche il valore sociale e culturale.
Nel 1998 Scheraggi ha curato e pubblicato per la Essegi di Ravenna il volume Teatrini di carta. Produzioni italiane ed europee dall’Ottocento alla prima metà del Novecento, dedicato alla storia di questi piccoli teatri di carta. Dalla fine del Settecento fino alla metà del Novecento, numerosi editori europei pubblicarono album da ritagliare e assemblare, accanto a giocattoli stampati, carte decorative e costruzioni architettoniche. Destinati inizialmente al gioco, questi manufatti raggiunsero spesso un livello di raffinatezza tale da diventare anche oggetti da esposizione, soprattutto in Germania e Inghilterra, dove le illustrazioni erano affidate ad artisti e specialisti di grande rilievo.
È proprio a questo universo di immagini, forme e piccoli dispositivi teatrali che guarda La Bottega di Mangiafuoco, inserendosi nel più ampio immaginario collodiano e dialogando con la figura di Mangiafuoco e con il teatro di figura, temi centrali nella ricerca artistica di Drammatico Vegetale. L’installazione è concepita come un percorso immersivo.
Il ritrovamento di questo importante fondo storico, reso possibile grazie a William Rossano e Gianfranco Tondini, ha permesso non solo di recuperare e preservare l’insieme degli oggetti, ma anche di evitarne la divisione e la dispersione, restituendo unità e senso a un patrimonio altrimenti destinato a frammentarsi.
Da questo recupero nasce una nuova possibilità: esporre questi oggetti dando loro nuova vita e, al tempo stesso, restituendoli alla loro funzione primaria, quella del gioco.
Il restauro e l’allestimento a cura di Pietro Fenati e Elvira Mascanzoni, diventa così un invito a ricomporre, immaginare e mettere in scena, restituendo ai teatrini la loro dimensione ludica e trasformandoli in uno spazio di esplorazione e meraviglia.
Come scriveva lo stesso Scheraggi a proposito dei teatrini di carta e delle marionette giocattolo:
«Questo magico mondo, che ci rapisce nelle profondità sceniche, il grande splendore della liturgia e i colori vivaci della cromolitografia, producono alchemiche emozioni nei sipari della nostra vita.»

