| Dal racconto di E.T.A. Hoffmann Genere Teatro d'attore, danza, figure e videoproiezioni. Pubblico 5-11 anni. Di Ezio Antonelli, Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni. Con Alessandro Bedosti, Alessandro Bonoli, Rhuena Bracci. Figure e costumi Ezio Antonelli, Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni. Luci e suono Elisa Tirelli. Montaggio e proiezioni Francesca Panbianco. Scene e immagini virtuali Ezio Antonelli. Musiche originali, liberamente ispirate a Piotr I. Ciaikovski, Luciano Titi. Regia Pietro Fenati. durata 55 minuti / palco mt. 9x8x6h / graticcio o soffitto attrezzato / camera nera / carico luci 12 kw montaggio 6/8 ore - smontaggio 2 ore. |
|
![]() |
| Tutto comincia il giorno della vigilia di natale. Nella casa di Fritz e Maria l’atmosfera è elettrizzante, nell'attesa dei doni di natale che i due bambini riceveranno da lì a poco. In particolare si aspetta con impazienza il regalo del padrino Drosselmeier, un omino molto ingegnoso che si diletta a costruire giocattoli meccanici dai movimenti sempre sorprendenti. Si apre finalmente la stanza dei doni. Che meraviglioso spettacolo! Sotto un grande e luccicante albero di natale vediamo, per la gioia di Maria le bambole più graziose e un vestitino di seta con nastri colorati; per Fritz invece, di fianco a una scatola di soldatini nuovi fiammanti ecco un bellissimo cavallo (a dondolo), pronto per essere cavalcato. Non manca di certo il dono del padrino Drosselmeier: "su un verde prato fiorito sorgeva un mirabile castello con torri dorate e molte finestre di cristallo". Al suono del carillon porte e finestre si aprono e si vedono passeggiare per le sale piccoli cavalieri, damine con cappelli piumati… Immaginatevi la gioia sfrenata dei nostri piccoli protagonisti che corrono da un giocattolo all’altro, finché Maria non vede, in un angolo, un ometto zitto e modesto di legno, dal tronco piuttosto lungo e robusto e dalla testa molto grossa. E’ uno schiaccianoci e subito Maria, pur fra tanti giochi meravigliosi, si appassiona allo strano ometto, ripromettendosi di custodirlo con cura. Da questo momento, la realtà e la fantasia comnciano a confondersi; Maria, in un’atmosfera sognante assiste e partecipa alla battaglia fra lo strano esercito del generale Schiaccianoci - composto di soldatini di piombo, bambole di ogni forma e dimensione e pupazzetti biscottati - e le aggressive legioni del re dei topi. Non vi sveliamo come va a finire la battaglia; vi diciamo solo che Maria, ferita, poco dopo è nel suo letto ad ascoltare dalle labbra del padrino Drosselmeier "la fiaba della noce dura" dove si scopre che Schiaccianoci è in realtà il bel nipote del padrino, che insieme visitano il regno delle bambole e che, alla fine della storia Maria e Schiaccianoci (o meglio il nipote del Padrino Drosselmeier) si sposano per vivere felici e contenti in un paese di boschi scintillanti di abeti natalizi e castelli di marzapane trasparenti. Il racconto, frutto della mirabile fantasia di Hofmann, si sviluppa in un luogo di confine tra la veglia e il sonno, dove la realtà e l'immaginazione si confondono. Nel nostro spazio scenico, la narrazione evoca emozioni e conflitti, muove e commuove due attori nell'interazione con un mondo brulicante di figure e immagini in trasformazione, create in diretta e videoproiettate, per vivere insieme felici e contenti. |