Ragazzi a Teatro 2011-2012
Schede, approfondimenti e link degli Spettacoli in cartellone

L’atlante delle citta’.
T.O.C.
L’orchetto. Accademia Perduta/Romagna Teatri
Jack e il fagiolo magico. Fratelli di Taglia
Giocagiocattolo. Teatro del Buratto
Branco di scuola. Non solo teatro
Le stagioni di Pallina. Teatro all’Improvviso
Artù e Merlino. Elsinor
Cielomaresoleluna. Teatro del canguro
Principessa. Kualunkue kosa accada.
La città del teatro/Sipario Toscana Fondazione
Nico cerca un Amico. Il baule volante
Il cubo magico. Pandemonium
I musicanti di Brema. Accademia Perduta/Romagna Teatri
L’aggiustaorsetti. La Piccionaia - I Carrara
Nessuno può coprire l’ombra. Takku Ligey Théâtre
Cappuccetto, il lupo e altre storie. Drammatico Vegetale
Brum. Drammatico Vegetale
Tre volte Andersen. Drammatico Vegetale
Immaginare Isole - Laboratorio. Drammatico Vegetale


L’atlante delle citta’. T.O.C. << ritorna ad elenco
teatro di figura
6 - 10 anni
50 minuti


Approfondimenti Web - sito compagnia

Antonio Panzuto è pittore, scenografo, scultore: le sue macchine teatrali sono abitate da oggetti e figure azionate a vista. Lo spettacolo che presenterà alla sala teatrale della scuola elementare Randi è stato prodotto per la Biennale Internazionale di Teatro Ragazzi e Giovani.
Si starà tutti sotto una grande tenda ad ascoltare le descrizioni delle città che Marco Polo incontra durante i suoi viaggi all'interno dello sterminato Impero cinese; al cospetto alla corte di Kublai Khan, fornisce, attraverso i suoi dispacci, informazioni sugli uomini che le hanno costruite e sulla loro forma.
Panzuto si ispira a Le città invisibili di Italo Calvino, in cui il viaggiatore veneziano ce le riporta nei più minuziosi dettagli, ma sempre guardando dove tutti gli altri non guardano, ovvero in quei particolari che ad altri paiono invisibili. Queste città diventano immaginate e quindi possono essere dappertutto, nella nostra vita di tutti i giorni: città capovolte immerse nell'acqua, ricamate di carta, ritagliate nel rame, costruite di corda e di spago, appese a fili sottili, tra le corsie dei supermercati, tra le foglie degli alberi. E ci seguono ovunque, nelle tasche dei vestiti, nel fazzoletto aggrovigliato nella borsa… basta saperle riconoscere.


L’orchetto. Accademia Perduta/Romagna Teatri
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di Suzanne Lebeau
con Claudio Casadio, Daniela Piccari
musiche originali Marco Biscarini
allestimento scenico Marcello Chiarenza


Età consigliata: 7 – 14 anni
Durata: 60 minuti;
Tecnica utilizzata: teatro d’attore

Approfondimenti Web - sito compagnia - Youtube

L’Orchetto vive solo con sua madre in una casa nel cuore di una foresta impenetrabile, in un luogo ritirato, lontano dalla comunità del vicino villaggio.
Pensa di essere un bambino come tutti gli altri ma, il primo giorno di scuola, i suoi compagni si accorgono subito della sua diversità: è il figlio di un orco che, però, una madre amorevole ha cresciuto con infinita tenerezza.
Per sfuggire all’attrazione irresistibile che prova per il sangue fresco, l’Orchetto dovrà affrontare tre difficili prove, dalla cui riuscita dipenderanno la sua crescita, la sua trasformazione e la sua salvezza. Se saprà superare queste prove, il coraggioso protagonista potrà esaudire il grande sogno di essere accettato, con tutte le sue differenze e le sue contraddizioni, all’interno della comunità del villaggio.
L’Orchetto, con i suoi sei anni, la sua forza straordinaria e la sua terribile eredità, ci riconcilia con la nostra parte oscura, in una storia che racconta la diversità ma anche la forza di lottare per cambiare se stessi, per affermarsi e per vincere i propri limiti.
La scelta artistica di Accademia Perduta cade, quindi, su di un racconto nero e tenero, che attinge la propria ispirazione dalle fiabe popolari ed è portato sulla scena grazie alla scrittura fine ed intelligente della grande autrice per ragazzi Suzanne Lebeau. Un testo, presentato in anteprima assoluta in Italia, che è già stato rappresentato in tredici paesi in tutto il mondo e che ha avuto un grande successo, soprattutto in Francia, dove questa raffinata autrice canadese è conosciuta ed apprezzata. 
Claudio Casadio, Daniela Piccari e Marcello Chiarenza si confrontano con questo testo poetico, ironico e suggestivo e lo fanno proprio, con l’intento di divertire, affabulare ma anche far riflettere il pubblico dei bambini e delle famiglie.
L’allestimento, creato appositamente da Marcello Chiarenza, si avvale di un utilizzo magico dello spazio teatrale, in cui gli attori si muovono con leggerezza ma anche con drammaticità ed il gioco di scena prevede un susseguirsi di piccole magie, un’evoluzione di continue suggestioni visive e sonore, che avvince lo spettatore, fino allo scioglimento finale.
Le musiche originali, infatti, pensate per accompagnare un forte impatto emotivo, creano un sottofondo che sottolinea la drammaticità dei vari momenti dello spettacolo.


Jack e il fagiolo magico. Fratelli di Taglia
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Spettacolo d’attore e narrazione
Età consigliata: 3 - 7 anni
Durata: 60 minuti
Tecnica utilizzata: teatro d’attore con canto dal vivo


Approfondimenti Web - sito compagnia - Youtube
Jack deve portare la sua mucca al mercato, la mamma glielo ha imposto: è troppo vecchia e non produce più latte, loro sono poveri e la vendita potrà fruttare qualche denaro. Sulla via per la città il ragazzo sconsolato incontra un vecchio stravagante che lo distrae con chiacchiere e indovinelli e convince Jack a barattare la mucca con 5 fagioli magici. Convinto di aver fatto un vero affare torna a casa dalla masre che lo ammonisce severamente e butta i fagioli. Ma nel cuore della notte iniziano a crescere e a crescere fino al cielo! Jack salta su e trova un castello, l’orco che ci abita e il tosoro che costudisce, la sua ricompensa per il coraggio dimostrato. A volte i grandi devono fidarsi dei sogni dei bambini

Giocagiocattolo. Teatro del Buratto
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Quando i bambini dormono…
i giocattoli giocano

 

 

 

 

 

 

Fascia d’età: 3 – 7 anni
Durata: 50 minuti
Tecnica utilizzata:
teatro d’animazione
su nero,
teatro d’attore


Approfondimenti Web - sito compagnia

I giocattoli giocano tra di loro quando i bambini sono fuori casa?
Certo che sì! Giocano tra di loro e giocano con i bambini, è la loro specialità.
Il pagliaccio, l’orsacchiotto, una bambola arrivata per sbaglio e usata pochissimo sono tra i protagonisti di questa fiaba moderna. Del bambino sanno tutto, lo vedono crescere, soffrire, ridere, piangere, conoscono i suoi segreti, i suoi desideri. E la sua paura che la nascita di una sorellina allontani da lui l’affetto dei genitori.
Come consolarlo, rassicurarlo si domandano mamma e papà? Con un giocattolo nuovo!
Adesso sono i giocattoli ad avere paura di finire dimenticati dentro un vecchio scatolone in una soffitta.
Il linguaggio dello spettacolo prosegue una linea di ricerca del Teatro del Buratto, nel segno della contaminazione tra le varie tecniche: l’azione e la parola che narrano la storia e l’immagine fantastica animata nella magia del ‘teatro su nero’ ci porterà a credere che anche i giocattoli hanno un piccolo cuore e una loro storia.



Branco di scuola. Non solo teatro
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teatro d’attore
dagli 11 anni
60 minuti

Approfondimenti Web - sito compagnia

È la storia di un fratello e una sorella che tra i banchi di scuola, in maniera diversa, sono stretti nella morsa del bullismo, reale e discriminante, costante e latente, apparentemente innocuo ma psicologicamente devastante. Tratto dal racconto A trecento KM all’ora di Guido Castiglia, che miscela vecchi pregiudizi e i nuovi modelli comportamentali fondati sulla prevaricazione e l’ostentazione della bellezza fisica convenzionale (televisiva?), lo spettacolo affronta un fenomeno da sempre presente nella società che oggi si sta inasprendo intaccando il tessuto sociale; una metastasi che avanza alimentando una “cultura al contrario” dove le differenze si trasformano in terreni di scontro e violenza, intralciando uno sviluppo civile di pari opportunità per tutti. La storia narra, con un linguaggio contemporaneo ironico e, a tratti comico, di un tradimento intimo e di un disagio crescente, perpetrato tra i ragazzi di un liceo.



Le stagioni di Pallina. Teatro all’Improvviso
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teatro d’attore e immagine
3 - 8 anni
45 minuti

Approfondimenti Web - sito compagnia > PRODUZIONI > LE STAGIONI DI PALLINA - Youtube

Le stagioni di Pallina vanta quasi duemila repliche in tutto il mondo ed è stato tradotto in sei lingue (dal francese al tedesco fino al giapponese). Il grande successo dello spettacolo è racchiuso nella geniale semplicità del racconto, una narrazione delicata e suggestiva la cui punteggiatura è affidata ai disegni (eseguiti dal vivo) che a sorpresa compaiono sul grande fondale. L’attrice accompagna i bambini nel fantastico mondo di Pallina, una forma sferica che cambia continuamente dimensione e colore: da piccola come un fiocco di neve diventa grande come la ruota di un trattore, da verde come una mela diventa gialla come un pulcino, da pesce diventa fiore, poi bruco, poi farfalla... Una colonna sonora composta da inaspettate melodie unisce magicamente le immagini alla voce nel mondo di forme e colori create da Dario Moretti.



Artù e Merlino. Elsinor
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teatro d’attore
6 - 10 anni
60 minuti


Approfondimenti Web - sito compagnia

E se anche i maghi andassero in pensione? E se dopo aver fatto di Artù un uomo e poi un re, anche Merlino si fosse cercato un buen ritiro? Così è che, per riposarsi dalle fatiche di una vita intera, il nostro grande vecchio ha trovato alloggio in un ospizio, dove Artù, sempre pieno di impegni e gravose responsabilità, lo va a trovare. Cosa è rimasta dell’incredibile intelligenza del mago? La sua invincibile furbizia ormai è solo una leggenda lontana? Nonostante le apparenze, il mago non ha finito di insegnare al suo allievo, anzi, è proprio ripercorrendo insieme la storia epica del regno di Camelot che il re ritrova l’affinità con il grande maestro che, nonostante l’età, è sempre un ottimo consigliere. Così tra proverbi, modi di dire, giochi di parole ed esilaranti qui pro quo, da una parte Merlino potrà recuperare la memoria, Artù ritroverà la sua dignità e le sue antiche aspirazioni. E’ una storia per ragazzi che riguarda tutti noi, che riguarda la nostra attualità, il nostro mondo che reputa inutile la vecchiaia e dove a volte sembra che nessuno abbia il diritto o la possibilità di insegnare ancora qualcosa. Sembra ma, come direbbe Merlino, sembrare non è essere.



Cielomaresoleluna. Teatro del canguro
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teatro d'attore e figura
3 - 7 anni
50 minuti

Approfondimenti Web - sito compagnia - Youtube

Anna e Bianca sono due pescatrici armate di canne, esche, stivaloni. Non resta che organizzarsi sul pontile in attesa che qualcosa abbocchi… ovvio che il pomeriggio prenda una direzione diversa da quella immaginata!
Le ore passano lente, tra i rari “L’ho preso, ho preso qualcosa!”; così le due ragazze, bizzarre quanto basta, cercano di ingannare il tempo e saranno a loro volta beffate dagli abitanti del fondale: c’è un pesciolino tutto argentato che non chiede altro di nuotare in santa pace, un vermicello che non vuole essere mangiato, e poi cavallucci marini e meduse di passaggio. Se sotto c’è il mare, sopra si avvicendano sole, luna e stelle con le loro piccole storie. Alla fine, anche se neppure un pesce finirà preso all’amo, nessuno avrà atteso invano: dando tempo al tempo si possono conoscere e imparare tante cose nuove, divertirsi e giocare e sperare nella prossima pesca.



Principessa. Kualunkue kosa accada.
La città del teatro/Sipario Toscana Fondazione
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teatro d’attore
dagli 11 anni
60 minuti

Approfondimenti Web - Youtube

Quanti occhi deve avere una madre oggi per non perdere di vista la propria figlia: tra internet, facebook, cellulare e ancora televisioni satellitari e locali accessibili le maglie sono molto larghe e la vigilanza non sufficiente. I figli crescono in un battito d’ali e mettersi al pari è sempre una rincorsa. Succede sempre che c’è un giorno in cui tutto questo ha inizio (anche la banale apertura di uno zainetto lasciato disordinatamente in giro per casa), e da quel giorno più niente sarà visto con gli occhi dell’innocenza: le uscite al cinema, le discoteche, le ore spese davanti allo schermo di un computer o gli occhi fissi su una tastiera di un telefonino. Cosa farà, in cosa si potrebbe perdere? Una storia di oggi, tra il paradossale e il comico, tra l’assurdo e il reale, colma di emozioni e contrasti, come ogni relazione tra madre e figlia. Una storia contemporanea che trabocca di voglie di crescere, di ansie materne, di pericoli e vetrine virtuali che finiscono per manifestarsi nella quotidianità. Una madre che dapprima ‘persa nella rete’, trova poi un nuovo canale per comunicare con la figlia tredicenne.



Nico cerca un Amico. Il baule volante
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Fascia d’età: 3 - 7 anni
Durata: 45 minuti
Tecnica utilizzata:
teatro d'attore con pupazzi animati a vista



Approfondimenti Web - sito compagnia

Un topolino di nome Nico riceve in regalo un libro con le figure degli animali di tutto il mondo, che lui non conosceva affatto. “Mi piacerebbe tanto trovare nuovi amici, diversi da me” diventa il suo primo pensiero. Dall’omonima fiaba di Matthias Hoppe Nico cerca un amico, illustrata da Jan Lenica, lo spettacolo racconta del desiderio di conoscenza e di come un atteggiamento senza pregiudizi, proprio delle persone che procedono nella vita con un cuore aperto, porti a preziosi insegnamenti e grandi tesori. Nico, instancabile ottimista, viaggerà a lungo per tutti continenti incontrando animali di ogni razza fino a che non troverà amicizia e solidarietà proprio dove credeva impensabile.

Il tema principale dello spettacolo è la diversità, affrontata in primo luogo in uno dei suoi aspetti più problematici, vale a dire la difficoltà che spesso si incontra nel confronto con il prossimo, specie se diverso da noi. Il racconto vuole mostrare come sia necessario un atteggiamento di apertura verso l’altro da sé, anche se spesso può portare a delusioni e a momenti di sconforto. Ci mostra come spesso siano i pregiudizi ad accompagnare l’approccio di taluni verso il diverso, a come spesso si tratti di pregiudizi assurdi, che portano solo all’esclusione ed ad una sofferenza senza senso. Ma ci dice anche che grandi insegnamenti e tesori aspettano chi ha un cuore aperto e desideroso di conoscere.
Per la creazione dello spettacolo siamo partiti dal breve testo di riferimento che ci è servito come base per creare una drammaturgia pensata per un teatro di figura. Abbiamo ampliato il testo, lavorando inizialmente sull’improvvisazione e approfondendo alcuni aspetti della trama per favorire l’empatia tra il pubblico e il protagonista Poi abbiamo lavorato sui vari personaggi che Nico incontra, altri animali ai quali abbiamo cercato di attribuire una diversa personalità e diversi significati legati ad una possibile esperienza. Lo spettacolo è stato poi arricchito da brani musicali originali, realizzati appositamente per le diverse scene.
La tecnica teatrale utilizzata principalmente è quella del teatro di figura, mediante pupazzi in gommapiuma e la naturale simpatia e familiarità che riescono ad instaurare con i bambini. I pupazzi interagiscono con gli attori in scena, i quali fungono da trait d’union col pubblico, a volte  interpretando anche qualche personaggio.  I protagonisti della storia sono tutti “animali parlanti”, da sempre, nei racconti e nelle fiabe, il veicolo d’eccellenza per comunicare ai bambini concetti, valori ed esperienze.



Il cubo magico. Pandemonium
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teatro d’attore
3 -10 anni
55 minuti

Approfondimenti Web - sito compagnia - Youtube

Cosa sarebbe il mondo se tutto avesse la forma di un cubo? Può un cubo essere un’automobile, un cavallo, la gobba di un cammello, una molla che salta, una sedia a dondolo, un ventaglio, la pancia di una mamma? Due clown, Uno e l’Altro, scoprono uno strano mondo fatto solo di cubi: grandi e piccoli, rossi, gialli e blu. Per Uno, questi cubi sono solo cubi; l’Altro invece sa come usarli per costruirci un mondo intero: due visioni molto diverse che si incontrano per creare uno spettacolo comico in cui il divertimento nasce dalla creatività, dall’immaginazione, dalla fantasia scatenata dei due protagonisti di fronte ad un semplice cubo. Lo spettacolo ha partecipato a numerosi Festival Internazionali, tra i quali Baborò Children Arts Festival di Galway (Irlanda), KinderKinder Festival ad Amburgo (Germania), Hakawy Festival al Il Cairo (Egitto).



I musicanti di Brema.
Accademia Perduta/Romagna Teatri
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Regia Claudio Casadio
 di Giampiero Pizzol e Claudio Casadio
musiche originali Marco Versari
con Maurizio Casali, Mariolina Coppola, Lucia Puechler, Paola Baldarelli
collaborazione alla regia Daniela Piccari
realizzazione costumi e oggetti di scena Lucia Baldini e Maurizio Casali
collaborazione all’allestimento Marcello Chiarenza
luci e fonica Fabrizio Piro

Fascia d’età: 4 – 10 anni                                
Durata: 60 minuti                                                                                            
Tecnica utilizzata: Teatro d’attore, musica e canto dal vivo                                    

Approfondimenti Web - sito compagnia - Youtube

Lo spettacolo è tratto dalla celebre favola dei Fratelli Grimm e racconta le avventure di un cane, un gatto, un asino e un gallo che fuggono dai rispettivi luoghi di vita e si incontrano per ricominciare una nuova esistenza che gli permetta di vivere serenamente.
I temi principali di questo spettacolo sono la solitudine, la speranza e il valore dell’amicizia, in una messa in scena fantasmagorica e giocosa, con musiche eseguite dal vivo, in cui le storie dei quattro amici si intrecciano nell’unico sogno di un avvenire migliore.
I quattro attori musicisti, nel bel mezzo di un concerto sull’ aia, raccontano comicamente e musicalmente le loro disavventure: sono l’ asino , il cane , il gatto ed il gallo della celebre fiaba.
Ciascuno si lamenta delle fatiche di una vita davvero bestiale: la solitudine  e le legnate, la fame e le  catene, i topi da acchiappare e le strade da attraversare, il chiasso del pollaio e la paura dell’arrosto…
 Tra tutti questi problemi a poco a poco si fa strada un sogno: Brema.
Così comincia  l’ avventura  dei nostri quattro amici.
Ed eccoli per le strade del mondo a cantare e suonare finchè non li coglie la nostalgia di casa.
E come in ogni fiaba che si rispetti ecco apparire una casetta che offre un “sicuro” rifugio per la notte che arriva. Ma è destino che la notte non sia tranquilla perché anche una banda di sconclusionati gangster di città ha deciso di utilizzare la casa come rifugio e nascondiglio del bottino….
Animali musicali con fisarmonica, organetto, trombone, tamburo, sassofono ma anche e soprattutto attori comici e un testo tutto in rima per poter giocare con le parole e con la musica che come il vento invade a folate la scena.
Tema dello spettacolo è la solitudine ma anche l’amicizia e la speranza di arrivare insieme alla meta.
Una meta non solo geografica ma da ricercare nel proprio cuore attraverso il  sentiero sottile di ogni riga musicale.

“…Belle le luci, la teatralità d’insieme, l’atmosfera allegra e scherzosa:  uno spettacolo complesso, frutto di molto lavoro, un esito fresco e leggero, dalla fiaba alla scena, con tanta musica, poesia e canto.”
  Valeria Ottolenghi

Premio nazionale "LO STREGAGATTO 2004", come miglior spettacolo per ragazzi
Premio al miglior spettacolo al Festival “Ti fiabo e ti racconto 2003” – Molfetta (BA)



L’aggiustaorsetti. La Piccionaia - I Carrara
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teatro d’attore
3 - 7 anni
50 minuti

Approfondimenti Web - sito compagnia

Dove vanno i nostri papà quando la mattina escono di casa vestiti di tutto punto? Cosa fanno fino a che non tornano la sera? Ecco uno spettacolo che mette al centro la figura del papà, spesso marginale rispetto al rapporto privilegiato bambino-mamma. Se la casa è vissuta come un luogo protetto, rassicurante, “materno”, è l’universo esterno ad essere esplorato spesso in compagnia del papà, o comunque immaginato come di sua competenza e pertinenza. In questo spettacolo si racconta che un vento che spira fortissimo tiene un papà lontano da casa per un viaggio lungo un giorno: per il bambino ha un compito preciso, quello di arrivare dal mago Bum Bum per riparare la zampetta del suo orsetto. Sicuramente lui dovrà percorrere strade che lo porteranno in mondi sconosciuti, di certo abitati da personaggi strani, in cui le dimensioni sono sfalsate, le logiche inusuali e i suoni imprevedibili.



Nessuno può coprire l’ombra. Takku Ligey Théâtre
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di Marco Martinelli e Saidou Moussa Ba
regia Mandiaye N'Diaye
con Abdou Lakhat Fall, Moussa Gning, Mor N'Diaye
produzione Takku Ligey Théâtre, Ravenna Festival e Ravenna Teatro

teatro d’attore
8 - 13 anni
50 minuti

Approfondimenti Web - Youtube

“Non sono solamente gli uomini e i beni materiali che attraversano le frontiere ma ancora e idee, le tecniche, i valori; dico le civiltà.” Leopold Sedar Senghor

Un tappeto, tre attori e alcuni tamburi: i teatri europei si possono trasformare in un cortile africano, così come un cortile africano può diventare un teatro italiano. Uomini di diversa provenienza dialogano attraverso i linguaggi più semplici e immediati, quelli delle favole dell’antica tradizione messe in scena sul palco. Questo è il motivo per cui Mandiaye N’Diaye ha deciso di riallestire lo storico e fortunato spettacolo del Teatro delle Albe Nessuno può coprire l’ombra, facendolo interpretare dai giovani attori del Takku Ligey Théâtre dopo circa vent’anni dal primo debutto sulle platee internazionali. Oggi N’Diaye
decide di passare il testimone di attore ai suoi allievi e di prendere in mano la regia che nella prima edizione era firmata da Martinelli, di mostrare sul palco non più immigrati-senegalesi-diventati-attori, ma giovani attori che oggi vivono in Senegal e che lì hanno deciso di costruire il proprio futuro, facendo del villaggio di Diol Kadd un centro di teatro vivo.
Nessuno può coprire l’ombra è un intarsio di racconti della tradizione senegalese, scritti per la scena da Marco Martinelli e Saidou Moussa Ba con un gusto attento alle evoluzioni di una coppia comica delle origini, tenendo presente Aristofane e la commedia dell’arte: attraverso narrazione, danze e percussioni ci vengono mostrate le vicende di Lek-la-Lepre e Buki-la-Iena, antichi archetipi della tradizione fiabesca wolof.
Impariamo che le iene non possono fare le uova, che la vita concede regali che bisogna dimostrare di meritarsi e che chi troppo vuole mangiare morirà di fame: notizie note a tutti, nozioni che i bambini hanno bisogno di apprendere, ma che talvolta è bene ricordare anche agli adulti.
Soltanto le fiabe hanno il potere di azzerare il tempo e di rendere uguali di fronte a chi narra bambini e anziani, tutti protesi a cogliere gli insegnamenti attraverso la magia della scena, in grado di azzerare distanze spaziali e temporali e di creare un mondo parallelo dove le brave lepri possono quasi risultare antipatiche e le cattive iene generare simpatia. I racconti di Lek-la-Lepre e di Buki–la-Iena hanno carattere circolare e l’attore che nella prima parte impersona la Lepre nella seconda diventa improvvisamente Iena, perché ogni essere non è riducibile a una piatta definizione, ma dentro ognuno di noi si nascondono più facce, e l’una è l’ombra dell’altra. Come le ombre che coprono il volto della Luna
nel lirico, malinconico finale.

Debutto: dal 13 al 19 giugno . Ravenna
Disponibile nei mesi di luglio e agosto 2011, e da febbraio a aprile 2012
Nessuno può coprire l’ombra è uno spettacolo che si presta a essere inserito in diversi spazi, sia al chiuso che all'aperto. In ogni caso è possibile adattare il lavoro, pertanto chiediamo di essere contattati e di ricevere pianta e fotografie dello spazio
che ci proponete.



Cappuccetto, il lupo e altre storie. Drammatico Vegetale
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Genere Teatro di figura e narrazione.
Pubblico 3-6 anni.
Da effettuarsi negli spazi scolastici. Pubblico limitato.
Di Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni.
Con Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni.
Regia Pietro Fenati.
durata 45 minuti / carico luci 3 kw /
montaggio 1,5 ore - smontaggio 45 minuti.
Approfondimenti Web - sito drammatico vegetale > SPETTACOLI > CAPPUCCETTO

Nelle fiabe della nostra tradizione, incontriamo spesso la figura del lupo. Si tratta quasi sempre di un lupo nero, cattivo, pericoloso e astuto. Il lupo è una figura indispensabile perché in quelle fiabe rappresenta l’ignoto, lo sconosciuto; in poche parole tutto ciò che il protagonista della favola - bambino o bambina che sia - deve superare in astuzia, coraggio, o per aiuto magico, al fine di crescere, e conquistare un ruolo nel mondo dei grandi.
Ecco perché è importante per i bambini anche più piccoli affrontare in qualche modo la paura del lupo, che è simbolo di tutte le nostre paure. Niente di meglio allora che immedesimarsi nei tre porcellini, fare il tifo per i sette caprettini oppure tremare per la sorte di Cappuccetto rosso.
Nella scena vediamo le casette dei tre porcellini, un po’ più in là la casetta dei sette caprettini, ancora più lontano la casa della nonna di Cappuccetto rosso. In questo paesaggio da favola scorrazza il lupo, nero e minaccioso, quello stesso che, alla fine, avrà quanto si merita: una sonora lezione a suon di bastonate.



Brum. Drammatico Vegetale
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Genere Teatro per la prima infanzia.
Pubblico 2-5 anni.
Di Pietro Fenati
Con Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni
Consulenza musicale Koro Izutegui
Mixaggio musiche Emilio Albertoni
Regia Pietro Fenati.
Un particolare ringraziamento ai piccoli, Michele e Manuel.
Approfondimenti Web - sito drammatico vegetale > SPETTACOLI > BRUM

- Come? –
- Brum. –
- Cosa hai detto? –
- Brum. –
- Ah...brum...-
- A dir la verità, non ho capito bene cosa volesse dire... anzi, non ho capito un bel niente.
Sembra il rumore di una macchinina...brum brum brum...
- Eh?.... Niente, non mi guarda nemmeno.-
- Brum.-

Brum è una specie di parola, è un oggetto, è un colore, è una luce, insomma... è.
Brum è quella cosa che c’è prima della parola e che di essa ha già tutta la sostanza.
E allora, questa specie di parola, per capirla bisogna interpretarla, guardando al di là dell’abitudine.

Esiste un mondo del non detto, che per il bambino è il mondo del non visto, del non toccato, del non masticato, del non ancora scoperto.
Un mondo che comincia a due passi dalle braccia della mamma e si dispiega al di là del buio della notte. Che si dispiega quando, con la coda dell’occhio, il bambino guarda indietro, sorride e butta il cuore oltre l’ostacolo.

E’ in questi territori che si sviluppa il viaggio dello spettacolo, tra i colori delle emozioni e il cielo che piange e ride. Cose concrete da vedere, toccare, masticare, scoprire. Cose che fanno rumore, che fanno male, che prendono vita, che muoiono. Cose che raccontano una storia fatta di tante storie più piccole, curiose ed emozionanti.

A noi adulti tutto questo sembra un po’ strambo, e ci domandiamo: - ma che è? Ma stiamo sognando? -
Forse, ma un chiave di lettura c’è, (non è l’unica) e ce la dà Antoine de Saint’Exupery quando scrive: “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.”

P.S: Brum vuol dire “ho sete”.



Tre volte Andersen. Drammatico Vegetale
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Genere Teatro di figura e narrazione.
Pubblico 3-7 anni.
Da effettuarsi negli spazi scolastici. Pubblico limitato.
Di Pietro Fenati.
Con Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni.
Regia Pietro Fenati.
durata 45 minuti / carico luci 3 kw /
montaggio 1,5 ore - smontaggio 45 minuti.

Approfondimenti Web - sito drammatico vegetale > SPETTACOLI > TRE VOLTE ANDERSEN

Quella di H. C. Andersen è stata una vita spesa a scrivere e raccontare storie, a ritagliare "strane e divertenti figurine" nella carta, per animare il suo personale, onirico teatro della vita.
La totale dedizione alla scrittura, che lo ha accompagnato per tutta la durata della sua vita, è stata premiata da una ben meritata popolarità universale, sia fra i piccoli che fra gli adulti.
Ci piace ricordare l'autore danese utilizzando proprio gli ingredienti più significativi del suo mondo fantastico, e combinarli, per tre volte, in differenti maniere nel nostro teatro. Il teatro di narrazione dialoga con le figurine di un teatro delle ombre ricavato in un vecchio tamburo, che a sua volta si confonde con quel teatro di marionette tanto amato da Andersen.
Così, nello spettacolo, fiabe note e meno note escono da una scatola di cartone piena di ricordi: un pisello rinsecchito, un vecchio soldatino,   la scatola stessa trasformata in teatrino di figure, una forbice e poco altro, si mettono a raccontare.
Poveri oggetti-ricordo, sufficienti ad alimentare il racconto de La principessa sul pisello, delle due lumachine della Famiglia felice e del Tenace soldatino di stagno.
Piccole cose apparentemente insignificanti, racchiuse in un semplice teatrino, che diventa per la magia del teatro, il microcosmo delle nostre paure e delle nostre gioie.
Sono le nostre, semplici storie che accompagnano il viaggio di tutti, grandi e piccoli, a cercare risposte, e volte timide, a volte coraggiose, alle piccole e grandi domande della vita quotidiana.
Grazie Andersen.



Immaginare Isole
Laboratorio. Drammatico Vegetale

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Immaginare Isole ovvero
Come diventare naufraghi per interpretare l’arcipelago umano


da gennaio a maggio 2012
per bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni
Coordinato da Ezio Antonelli
in collaborazione con
Istituzione Biblioteca Classense, Sezione Ragazzi, Ravenna
Accademia di Belle Arti, Ravenna


in sintesi
Il laboratorio prevede la lettura di testi attinenti l’argomento e la successiva realizzazione in classe di opere visivo plastiche ispirate agli stessi temi da parte di studenti dell’Accademia. Bambini e ragazzi saranno così stimolati alla contemporanea creazione di proprie opere, sviluppando interpretazioni della tecnica e delle forme proposte al fine di giungere alla espressione di contenuti il più possibile soggettivi ed originali. Tre gli incontri programmabili, per un numero massimo di due classi o sezioni per ogni ordine (scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola media). Una esposizione collettiva di tutte le opere prodotte sarà allestita nel mese di maggio in luogo da definirsi, in collaborazione con Artebebè 2012.


Tema e Contenuto del Laboratorio

Isole ed Isole. Infinite sono le sue forme, non solo fisiche, soprattutto mentali, concettuali, fino all’astrazione.

L’isola è un mondo a parte.
L’isola è in mezzo al mare infinito.
L’isola è inesistente, dentro un universo smisurato.
L’isola è fuori dalle rotte della conoscenza.
L’isola è misteriosa.
L’isola è il mistero.
L’isola ha radici profonde e nascoste.
L’isola vaga silenziosa come un iceberg.
L’isola è un’orbita nel cielo.
L’isola è una zattera senza vele.
L’isola è ogni uomo sulla terra, nell’arcipelago di voci.
L’isola è un punto di vista che tutti possono vedere.
L’isola è un riflesso ed uno sguardo all’infinito.
L’isola è un pensiero, un’altra idea possibile del mondo.
L’isola è una variabile, una variazione al tema.
L’isola è diversa.

L’isola è un mondo a parte.

Il Laboratorio indaga ad ampio raggio sui vari aspetti letterari, visivi ed acustici delle rappresentazioni dell’Isola, per arrivare ad individuare un suo più generale concetto ed ampio significato, al fine di realizzare coscienti ed interpretabili descrizioni soggettive, ritornando dalla complessità del generale al dettaglio individuale.
L’Isola è dunque l’occasione per un’indagine sulle relazioni tra generale e particolare, oggettivo e soggettivo, società ed individuo, codice e innovazione, estetica e creatività, uniformità e diversità…
Il Tema proposto è quindi stato scelto per la sua funzionalità allo scopo; ritenendolo un valido stimolo propedeutico e didattico all’esercizio di riflessione sulla creatività, i suoi valori, il senso e la funzione.

Tanti potrebbero essere i contenuti da aggiungere; tante come potrebbero essere le forme dell’isola, richiamate da quei contenuti.
Materie che conosciamo, o che desideriamo, immaginiamo…
Un’opera creativa che rappresenti un’isola, può accogliere in se tutta la sensibilità di un essere umano, l’esperienza, la memoria, la tecnica. Tutto ciò che sente, sa e conosce, può essergli utile per rappresentare un proprio universo di fantasia, irreale o inesistente, immaginario, suggerito dall’arte combinatoria delle emozioni con le capacità manuali.
Costruiamo dunque isole. Ciascuno la sua. Senza pregiudizi verso materie o tecniche. Seguendo l’istinto della scoperta e dell’esplorazione. Cercando nelle cose e nella mente ciò che potrà rappresentare la metafora di noi nel mondo che vorremmo, oltre il mondo che viviamo.
Un’isola è allora una speranza, un progetto, un’architettura della materia e dell’arte che ci rappresenta.
Un’opera-teatro, nel territorio di quella cosiddetta “arte” che ha come scopo il fine estetico, così vicino al gioco, e insieme quello del comunicare.



Attività teorica e pratica del Laboratorio

Condividere visioni di Isole in uno scambio creativo tra adulto e bambino.
Il laboratorio prevede la realizzazione contemporanea di opere visivo-plastiche da parte di studenti dell’Accademia di Belle Arti e classi di bambini e ragazzi dai 5 ai 12 anni.
Un primo momento di approccio teorico sviluppa un lavoro di indagine e analisi intorno ai contenuti del tema proposto. Sul piano letterario si procederà alla lettura in classe, con il contributo della Sezione Ragazzi dell’Istituzione Biblioteca Classense. Sul piano dell’immagine, visionando rappresentazioni dalla Storia dell’Arte e cultura visiva in generale, raccolti in un parallelo lavoro col contributo degli Studenti della Accademia di Belle Arti.
In una seconda fase pratica, alcuni studenti dell’Accademia inizieranno nelle classi, in compresenza degli alunni, la realizzazione di opere visivo plastiche quali rappresentazioni di proprie personali interpretazioni del tema. Queste realizzazioni saranno successive alla citata ricerca sul piano dell’immagine ed alla consultazione dei materiali prodotti dalle parallele ricerche letterarie realizzate col contributo della Sezione Ragazzi della Biblioteca Classense in un circuito di scambio di informazioni e stimoli culturali.
I bambini e ragazzi delle classi saranno stimolati dalle insegnanti e dai coordinatori di Drammatico Vegetale (sempre presenti agli incontri) a realizzare proprie opere sullo stesso tema, ispirati dal fare creativo dell’adulto che davanti a loro produce con esperienza tecnica, a sua volta ricevendo energia e stimoli da quegli esempi di libera immaginazione che così fortemente i piccoli uomini sanno produrre.
La conclusione del laboratorio sarà coronata da una esposizione collettiva dei lavori prodotti (in luogo da definire) nell’ambito delle attività di Artebebè 2012; dalla redazione di un testo con analisi (corredata da eventuali interventi di consulenti ed esperti) e documentazione visiva del lavoro e quanto si riterrà necessario e possibile realizzare riguardo l’informazione pubblica sull’attività (stampe, pubblicità, dvd, web…)