Archivio Installazioni (Non in repertorio. Disponibili a richiesta)

La via dei suoni.
2003 (Milano, Palazzo Bagatti Valsecchi), 2004 (Zamora-Spagna, Las Acenas de Cabalanes)
Tappeto sonoro. 1999
Mondi sonori. 1998 (Ferrara, Estate Bambini-Isola del tesoro)
Vibrazioni. 1998
Chroma. Le stanze dei colori. 1997 (primo allestimento)
MaterieDiSegni. 1996 (primo allestimento)
Shakespeare e il teatro di figura in Europa. 1982


Tappeto sonoro. 1999
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INSTALLAZIONE INTERATTIVA
Produzione
Drammatico Vegetale.
Pubblico dai 3 anni.
Di Luciano Titi.

Edizioni
Prato, Festival Contemporanea, maggio 1999


A piccoli passi... si tesse la trama di suoni che compone una musica.
E intanto il compositore si muove, si anima: i passi diventano danza in una ricerca fisica del ritmo che impegna gli equilibri del corpo, come le geometrie della mente.

Questa invenzione di Luciano Titi, anticipa di molti anni recenti e simili esperimenti virtuali. Ma la materialità del legno, la sostanza del peso, la percezione della gravità, attivano qui un gioco fisico e reale con il suono, restando qualità peculiari e insuperabili di questa esperienza. Esperienza che lega l'estetica melodica alla fisica acustica, che pure utilizza tecnologia avanzata, come sofisticate campionature e calibrazioni matematiche delle strutture dei suoni.

L'esperienza diventa didattica quando un musicista al pianoforte accompagna e guida le invenzioni dei percorsi, completa le architetture dei suoni e i passi di danza.


Vibrazioni. 1998
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INSTALLAZIONE INTERATTIVA
Produzione
Drammatico Vegetale.
Pubblico per tutti.
Di Ezio Antonelli, Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni, Luciano Titi.

Edizioni
Ferrara, Teatro Comunale, novembre-dicembre 1998


“La storia della musica ha avuto inizio con la nascita stessa dell’uomo, qualche milione di anni fa. Ma questa storia ha un’origine naturale ancor più antica , poiché l’essenza della musica non è altro che la natura stessa, mentre gli elementi che la compongono altro non sono se non elementi del mondo naturale, sempre esistiti nel nostro pianeta, dal momento della sua formazione.
Sono i suoni della natura, il ruggire dei vulcani, lo scrosciare delle acque, il secco rotolare dei sassi, e, ancora, il canto degli animali e lo stormire della vegetazione... Questi rumori, che il pianeta e gli esseri organici hanno sempre udito nel corso delle loro esistenze, sono insieme gli elementi sonori della musica e i modelli evocativi cui tutti i musicisti si sono ispirati nel loro lavoro, un lavoro che altro non è, in fondo, se non un’imitazione dei suoni del mondo “. (Giovanni Pinna, Direttore del museo di Storia Naturale di Milano)
Dopo le mostre interattive MaterieDiSegni (1996) e Chroma. Le stanze dei colori (1997), con Vibrazioni (1998) la compagnia prosegue la ricerca di nuovi luoghi e occasioni in cui condividere coi ragazzi il proprio universo creativo e artistico, in questo caso principalmente intorno all’esperienza del suono.
Più che una mostra interattiva si configura come un percorso emozionale alla scoperta delle origini e delle materie del suono. Il pubblico attraversa una serie di installazioni e macchine sonore: microcosmi che raccontano e ascoltano storie; ambienti sonori sempre diversi, malleabili, duttili, che fanno da eco all’intervento individuale, originale e diretto.
Il visitatore della mostra, interagendo con essa, diventa creatore e animatore di storie e sonorità; attraverso il gioco delle suggestioni visive, sonore e tattili che si giustappongono e si susseguono nel percorso, è introdotto al mistero del mondo dei suoni.


Chroma. Le stanze dei colori. 1997
Un viaggio tra natura, colore e suono.
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INSTALLAZIONE INTERATTIVA
Produzione
Drammatico Vegetale.
Pubblico 3-10 anni.
Di Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni, Luciano Titi.

Edizioni
Ferrara, Estate Bambini-Isola del tesoro, settembre 1997
Rovigo, Ospedale Civile e scuole elementari, settembre-ottobre 1998



Scrive Leonardo da Vinci nel suo Consigli per gli artisti: “Il primo fra tutti i colori fondamentali é il bianco, anche se taluno non vuole ammettere che il bianco e il nero siano colori, essendo il primo una sorgente o un recettore di colori e il secondo l’assenza totale degli stessi. Ma non possiamo ignorarli, dacché la pittura non è che un effetto di luce ed ombra, un chiaroscuro; dunque prima viene il bianco poi il giallo, il verde, il blu, il rosso, e infine il nero. Si può dire che il bianco rappresenti la luce senza la quale nessun colore è visibile.” Isaac Newton invece, a proposito dei suoi esperimenti con un prisma di vetro attraversato da un raggio luminoso, annota le seguenti parole: “ I raggi rifratti più intensamente producono colori porpora e quelli rifratti meno intensamente colori rossi, mentre quelli che procedono lungo linee intermedie generano colori intermedi, blu, verde e giallo. Ci sono sette colori, il numero perfetto, uno per ogni giorno della settimana, e la domenica è viola. Sembra anche che il bianco sia un peculiare impasto di tutti i colori e che la luce naturale sia una mistura di raggi dotata di tutti questi colori.”
A leggere queste poche frasi sembra proprio che non si possa parlare dei colori senza parlare della luce. Nei secoli, da Aristotele fino ai nostri giorni filosofi, scienziati, artisti hanno cercato di fare “luce” sull’origine dei colori scrivendo, cancellando e riscrivendo numerose teorie dei colori. A noi, che siamo in fondo solo persone di teatro, non interessa però divulgare una teoria dei colori: facendo tesoro delle intuizioni dei filosofi, delle sperimentazioni degli scienziati, dell’immaginazione degli artisti, semplicemente vediamo i colori sotto un’altra “luce”, quella del gioco. Ecco perché la nostra mostra si apre alla partecipazione del pubblico, specie se bambino. Giocando si impara, e giocando con i colori si imparano anche i colori.
Aria, terra, fuoco, acqua. I quattro elementi fondamentali della natura e le loro manifestazioni che colpiscono i nostri sensi. Materia, colore, suono. Il colore della terra il suono dell’aria, il racconto dell’acqua che scorre, il calore del fuoco. La mostra è fatta di queste cose. Nell’atto della percezione, natura e cultura si incontrano, qui comincia il racconto di passato e presente e l’immaginazione del futuro. E’ il gioco del teatro, rappresentazione della vita, che si compie. La mostra si sviluppa come un percorso visivo e sonoro che richiede la partecipazione attiva del visitatore; giocando con le “cose” della mostra, il bambino o l’adulto diventano in qualche modo attori autori dell’evento. Il percorso dell’esposizione attraversa più stanze e ad ogni stanza é dedicato un colore, un elemento della natura, una sperimentazione sonora, una storia.


MaterieDiSegni. 1996
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INSTALLAZIONE INTERATTIVA
Produzione
Drammatico Vegetale.
Pubblico per tutti.
Di Ezio Antonelli, Pietro Fenati, Elvira Mascanzoni, Luciano Titi.

Edizioni

Ferrara, Padiglione Arte Contemporanea, agosto-settembre 1996
Bagnacavallo, Festival Colpi di scena, giugno 1998
Cervia, Festival Arrivano dal mare, agosto 1998
Calderara di Reno (Bologna), Sala comunale, gennaio 1999
Parma, Teatro al Parco, febbraio-marzo 1999
Campobasso, Palazzo Falcione, maggio 1999
Arcore, Arte in gioco, settembre 2000

 

MaterieDiSegni è una mostra-percorso-gioco realizzata attraverso le suggestioni del teatro di figura, con la partecipazione creativa di Luciano Titi per la parte sonora interattiva. MaterieDiSegni è anche una esperienza dei sensi, alla riscoperta della concretezza del suono, della fisicità della materia attraverso i manufatti del teatro Drammatico Vegetale.
Per la tempesta (1985) dall'opera di Shakespeare; Sirenae(1986) sulle figure del mito; Alice nel paese delle meraviglie (1987) viaggio onirico sulle ali del nonsense da Lewis Carroll; Renardo, storie della volpe (1988) le storie degli animali da Esopo ai nostri giorni; Non è Pinocchio...è una bugia (1990) storia di un burattino di legno; Medardo (1991) dal Visconte dimezzato di Italo Calvino; Pierino e il lupo (1993), Operina musicale di Prokofiev; Don chisciotte (1994), Opera di Roberto Solci, dal capolavoro di Cervantes; Il vento (1996), coproduzione con Europe Jazz Network, con musiche di Bruno Tommaso e creazioni sonore di Luciano Titi; La volpe Renardo (1997), riallestimento con in scena la voce narrante di Vinicio Capossela.
Questo elenco di titoli riassume più di dieci anni di spettacoli realizzati dalla Compagnia Drammatico Vegetale, anni di ricerche creative e di paziente lavoro artigianale. Le scenografie, gli oggetti, le figure e le storie stesse, non rivivono in una semplice esposizione di materiali, ma rinnovano e rafforzano il loro potere evocativo, mentre diventano nuove materie della fantasia. realizzando un nuovo sogno; non più uno spettacolo, ma uno spazio vivo, presente, che elimina la distanza tra la scena e lo spettatore.
Il bambino o l'adulto, che “entrano” in MaterieDiSegni, possono interagire con i materiali della mostra, siano essi personaggi, strutture scenografiche, eventi sonori…
Costruiscono così, giocando dentro la scena, un proprio “spettacolo”, dando vita ai loro sogni.
Col tempo, di edizione in edizione, adattandosi a nuovi spazi e nuove occasioni, la mostra cambia e si affina, qualche materiale torna in magazzino, molti altri diventano disponibili, mentre nuove idee prendono forma. Nuove occasioni per i ragazzi di avvicinarsi creativamente al mondo del teatro, di toccare con mano, di partecipare attivamente ad uno spettacolo, magari dopo averlo “visto” a teatro.


Shakespeare e il teatro di figura in Europa. 1980
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IL REPERTORIO SHAKESPEARIANO NELL'EUROPA DI
MARIONETTE, BURATTINI E FIGURE
Edizioni con materiali originali e fotografica

Produzione
Drammatico Vegetale.
Pubblico per tutti.
A cura di Ezio Antonelli.

Prima edizione
Palazzo Corradini, Ravenna, novembre 1982