Compagnia Drammatico Vegetale

TEATRO RASI, via di Roma 39, 48100 RAVENNA, tel 0544 36239 - fax 0544 33303
VULKANO, Atelier teatrale, via Cella 261, SAN BARTOLO di Ravenna

È impossibile figurarsi gli abbracciamenti, gli strizzoni di collo, i pizzicotti dell'amicizia e le zuccate della vera e sincera fratellanza che Pinocchio ricevé, in mezzo a tanto arruffio, dagli attori e dalle attrici di quella compagnia drammatico-vegetale
(Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, Carlo Collodi, 1881)

Il fermento culturale degli anni che seguono il '68, riscopre tra l'altro il teatro di tradizione dei burattini, trasformandolo in teatro d'animazione, riscoprendo e rinnovando le tecniche e il rapporto col pubblico, fondando quel teatro per ragazzi che ancor oggi continua ad evolvere. Nel 1974 nasce anche la Compagnia Drammatico Vegetale, gruppo storico di teatro per ragazzi, che proprio nel suo nome rende omaggio a quella tradizione dalla quale ha tratto origine.
Rapidamente, il teatro d'animazione si sviluppa in una costante ricerca creativa, divenendo (tra l'altro) il contemporaneo teatro di figura, in cui i personaggi sono il prodotto di un'interpretazione plastica non più artigianale, ma artistica. Nel senso che, gli interpreti-figure tendono a divenire pezzi unici, pensati come oggetti d'arte, immagini e sculture prima di tutto, il cui valore risiede nella loro materia e forma, nella novità della modalità costruttiva. L'animazione quasi diventa un aspetto secondario, quanto meno comprimario, avendo il burattinaio abbandonato la baracca, prima animando a vista, e poi divenendo sempre più un attore che interagisce con i propri personaggi-oggetti.
In questo contesto si sviluppa con buon diritto e risultati riconosciuti anche la ricerca della Drammatico Vegetale, una delle compagnie più fedeli al concetto del teatro di figura, al suo rapporto col mondo dell'arte, alla ricerca costante nell'ambito del visivo. Altro aspetto importante nell'opera della Drammatico Vegetale, è il particolare rapporto da sempre ricercato col suono e con la musica. Costantemente i suoi spettacoli contengono scritture musicali originali, frequentemente esecuzioni dal vivo, anche in forma di concerto e con orchestra, avendo anche prodotto o partecipato a spettacoli musicali ed opere liriche.

La compagnia opera su tutto il territorio nazionale, promuovendo anche tournée all'estero. Normalmente produce nell'ambito del teatro ragazzi, occasionalmente in quello per adulti, sempre un teatro di figura o misto. Dal 1974 ad oggi, la Compagnia Drammatico Vegetale ha prodotto oltre 50 spettacoli e sta attualmente lavorando a nuove produzioni. Ha realizzato anche varie installazioni e percorsi interattivi e tiene laboratori teorici e pratici, relativi alla propria attività. Ha partecipato in varie occasioni ai più importanti festival internazionali di teatro di figura (Charleville Mézières, Parigi, Madrid, Zamora, Tolosa, Gerusalemme, Zagabria, Anversa, Strasburgo, Bliesko Biala). Nel 2008 partecipa al 12th Tehran International Puppet Theatre Festival - Mobarak con lo spettacolo Alice attraverso lo specchio, ottenendo il premio come migliore allestimento scenografico del festival. Riceve la Sirena d'oro alla 34° edizione del Festival Internazionale di Teatro di Figura "Arrivano dal mare", settembre 2009.

Un’idea di arte e infanzia - Pietro Fenati, Direttore artistico
Tanti fra noi si trovano a interpretare due ruoli, entrambi molto difficili e delicati al tempo stesso. Vale a dire dover elaborare una progettualità culturale verso la prima infanzia e, insieme, fare gli artisti. Io sono fra questi.
L’ideale forse sarebbe scindere i due ruoli, per eliminare conflitti di interesse, ma questo non è ora argomento in discussione, per cui cercherò brevemente di scrivere alcune note saltando da un ruolo all’altro.
Per prima cosa, occorre creare le opportunità, le occasioni per l’incontro tra arte e prima infanzia.
Questo significa che dobbiamo contribuire, per quanto ci è possibile, alla conquista della centralità del ruolo del bambino nella società come soggetto attivo, come cittadino portatore diretto di diritti.
Un lavoro difficile da sempre, ma particolarmente ingrato in questo periodo di crisi economica e di sistema.
Dobbiamo difendere con i denti le conquiste di tanti anni di lavoro senza perdere la voglia di porci nuovi obiettivi da raggiungere.
Ora parliamo del bambino.
Più è piccolo, più è aperto all’esperienza artistica. Bastano pochi accorgimenti tecnici, che tutti noi conosciamo e che non sto a ripetere, per avere di fronte a noi o con noi una platea molto disponibile a mettersi in gioco.
Sembra tutto semplice, ma il difficile deve ancora venire. Bisogna trovare un linguaggio comune, una sintonia col bambino per comunicare con lui.
La naturale curiosità del bambino verso ciò che lo circonda e che deve ancora scoprire è il nostro cavallo di troia per entrare in contatto con lui. E poi?
E poi, dalla curiosità, dalla voglia-ansia di scoprire, bisogna arrivare al momento magico dell’incanto.
E allora il bambino incantato incanta: incanta l’attore, il musicista, il danzatore.
Le distanze si annullano e l’arte si crea.
Un colore che sporca una carta, una mano che fruga nella sabbia, un pezzo di legno che cade per terra e poche parole.